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Cattedrali nel deserto. Un giro a Dubai.

15 Maggio 2019

“L’architettura è il sapiente gioco dei volumi portati alla luce” scrisse Le Corbusier. Per me questa frase è stata croce e delizia, ma anche un insegnamento. Il mio essere architetto nel cuore vince ogni fallimento, vince la forza di gravità. Come i manufatti a Dubai. Una città che mi ha colpito fin da subito – arrivati nella notte – grattacieli disposti in modo ordinato come regoli sul tavolo di uno scolaro. Il clima da queste parti è proibitivo e così diventa complesso fare anche una semplice passeggiata all’aria aperta. Tutti si chiudono quindi nei centri commerciali. Dubai è il posto dove tutto è un record: il palazzo più alto, uno degli acquari più grandi, l’isola artificiale più grande, l’hotel più lussuoso, ecc.. Consiglio di vedere questa conurbazione almeno una volta nella vita anche se con il passare degli anni non sarà mai uguale a prima – è in continua costruzione, si espande come una macchia di olio. Lo chiamano progresso, io penso che sia la fine di tutti noi. Per quanto possa apparire bello qualcosa di sfarzoso parliamo comunque di vetro e acciaio in mezzo alla sabbia: una cattedrale nel deserto.

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