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Cuba: hasta la victoria siempre!

15 Luglio 2019

Neanche facendolo apposta andare a Cuba è stata una rivoluzione in sé. Non era un mio desiderio raggiungerla, ma tutto è successo per caso – ottimo rapporto qualità/prezzo – al di là dei miei preconcetti. Non sono un amante della musica latina e del caldo dei tropici. Non è stato il viaggio della vita, ma ho aperto una finestra su un mondo che avevo visto solo su YouTube. I primi giorni cubani non sono stati fantastici e infatti con il mio compagno di viaggi volevo fuggire nel vicino Messico. Poi piano piano ho preso coraggio e quindi ho superato le immagini di supermercati senza prodotti sullo scaffale, la fila alle casse del bar perché di punto in bianco partiva uno sciopero improvvisato con tanto di serrande chiuse e clienti sequestrati pacificamente. Sono andato al di là di una bellissima città coloniale in totale rovina.

Non amo i villaggi turistici e nemmeno stavolta ho scelto di seguire la strada del lifestyle. Posso però dirvi che a Cuba ho vissuto una nuova frontiera del relax e al di là del Tutto spesso è l’unica cosa che serve al corpo – e alla mente. Piña Colada, sole e un tuffo in piscina quando il corpo è bollente. Ti rendi conto però che fuori dal tuo hotel la gente bivacca per strada senza cibo e senza soldi. Mediti sul fatto che la maggior parte dei turisti sceglie Cuba esclusivamente per il turismo sessuale. Ho conosciuto una coppia di ragazzi – fratello e sorella bellissimi – con la pelle perfetta. Si sono avvicinati in un locale per offrire sesso, ma invece è nata una bella amicizia seppur passeggera. Mi hanno raccontato che loro scelgono di fare sesso solo se sono attratti, tanto la domanda è altissima e si possono permettere di fare selezione. Mi hanno spiegato che non la vedono come una forzatura e che lo fanno tutti, mi mostravano con orgoglio la villa che avevano fatto costruire nell’entroterra dell’isola. Sono punti di vista diversi, anche questo è Cuba.