Blog

Milano: il mio punto zero.

15 Gennaio 2019

La prima volta che sono venuto a Milano è stato di nascosto, avevo solo 14 anni. L’ho raggiunta con due miei compagni di classe (Valerio e Lorenzo) partendo coi mezzi dalla provincia. Sembrava ai tempi una trasgressione e in qualche modo lo era: una città vera e propria, lontana anni luce dalla mia amata Monza. A distanza di vent’anni vi dico che in effetti c’erano tante differenze, dal modo di vestire, alla presenza di stranieri ed era persino possibile vedere due uomini baciarsi o tenersi mano nella mano. Ricordo che una sera mia madre disse che a Milano ci sono solo gay e tossici, ero seduto dietro in auto e facevamo un giro lungo Corso Buenos Aires: no, non saremmo scesi perché mio papà diceva che una città si vede meglio dai finestrini della macchina. Altri tempi, altre generazioni, altre ideologie: ma oggi Milano che cos’è per me? È casa, è dove lavoro, è dove mi sono preso cotte pazzesche per i ragazzi, è dove mi sono innamorato. Per me Milano è un pezzo di cuore, per buona pace di mamma e papà. Torre Velasca la vedo fuori dalla finestra del bagno, della cucina e anche del soggiorno: tutti dicono che è brutta, io invece mi rivedo in lei – unica nel suo genere.

Milano è diventata una città turistica per eccellenza, mi ricordo che da piccolo era “semplicemente” un punto d’arrivo per persone alla ricerca di lavoro – e non è che le dinamiche siano cambiate, anzi semmai è stato proprio questo a creare servizi. E quindi quartieri degradati ora sono diventati quartieri di lusso, al di là di appalti truccati e infiltrazioni mafiose. Ogni anno viene fatto tanto per la cultura e per la visita dei musei c’è l’imbarazzo della scelta. Se per Roma la storia ha montato la più bella scenografia possibile di cui ancora ora oggi ne godiamo – nonostante l’incapacità nel mantenerla curata – Milano invece “si è fatta da sola”. Certo la storia è passata anche da qui, ma l’impronta moderna oggi è più forte che mai. E se da piccolo la raggiungevo da clandestino e durante l’università la odiavo, oggi la amo.

Altri articoli

Il verde in mezzo al mare: Isola d’Elba.

Ichnussa (si scrive così). Sardegna nel cuore.

Le Canarie: una seconda casa.